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TR Alte Prestazioni: la prima Hyperclassic

  • Writer: Andrea Lacava
    Andrea Lacava
  • Feb 23, 2023
  • 2 min read

Quando nell’ottobre del 2021, Officine Fioravanti presentò la propria interpretazione della Testarossa al porto di La Spezia, tra i presenti si creò un inebriante mix di curiosità e attenzione. Oggi, poco più di dodici mesi dopo, forti del successo ottenuto, Officine Fioravanti ha deciso di spingersi ancora oltre, presentando al mondo la TR Alte Prestazioni: la prima “Hyperclassic”.



La scelta della azienda di Coldrerio sembra chiara e accompagnata da un pizzico di follia, che non guasta mai: far rinascere, per la seconda volta, la Ferrari Testarossa con un nuovo spettacolare restomod. Tuttavia, la nuova TR Alte Prestazioni, non vuole essere una variante 2.0 del precedente progetto, ma il manifesto inedito di una nuova visione dell’automotive. Stando alle parole dell’azienda, che noi ripoteremo come presenti sul comunicato diffuso con la stampa, la nuova TR che verrà sarà “un vero e proprio inno dell’evoluzione motoristica contemporanea, che illustrerà nel singolo dettaglio ogni modifica apportata, il processo di realizzazione, sviluppo, test su pista e su strada che finalmente consegneranno la TR Alte Prestazioni di Officine Fioravanti al proprio mercato. […] sopravanzando il concetto di restomod ormai comune per dare vita a un percorso mai esperito fino a ora”.

Con il termine Hyperclassic, Officine Fioravanti vuole alzare ancora di più l’asticella, puntando al perfezionamento non solo dell’iconico modello di Maranello, ma anche verso altri modelli iconici del passato (ad oggi non è ancora dato sapere quali). Dunque non solo Testarossa: “le risorse di Officine Fioravanti non sono esclusivamente votate alla riedizione della dodici cilindri monospecchio monodado: in agenda, infatti, si possono già contare molteplici progetti orientati alla rivisitazione di altri modelli che hanno fatto la storia dell’automobilismo, tanto inattesi quanto eclettici”.



Più veloce, più efficace

Senza dubbio la Testarossa è una delle auto più amate di tutti i tempi. Forse per la sua coda allargata, la carrozzeria schiacciata a terra, forse per quel ruolo da protagonista in Miami Vice, dal suo debutto, nel 1984, la berlinetta a motore centrale di Maranello continua a suscitare interesse nel cuore degli appassionati. Proprio dal modello dell’84 viene ripreso il concetto del solo specchietto, ancorato al centro del montante sinistro, e i cerchioni monodado, ora da 18” all’anteriore e 19” al posteriore, su pneumatici (a scelta) Michelin Cup 2, 4S o Pirelli Trofeo R.



Al centro del progetto rimane l'iconico 12 cilindri con V a 180° completamente modificato: testate, masse rotanti, carter secco, aspirazione dinamica con dodici corpi singoli ed ECU specifica per una potenza di 600 CV (90 in più rispetto alla versione del 2021).

Potenza a volontà gestita grazie ad un cambio manuale, un sistema di sospensioni ricavate dal pieno con geometrie dedicate, ammortizzatori Öhlins a controllo elettronico e un impianto frenante Brembo classe GT3, con ABS a intervento regolabile in 12 posizioni.



A completare il pacchetto, la nuova TR potrà vantare un telaio modificato al fine di incrementare la rigidità torsionale e una carrozzeria con un fondo completamente piatto e tutta una serie di migliorie aerodinamiche al fine di ottimizzare il CX complessivo (senza stravolgere il look anni ‘80).

Piccola concessione alla modernità è la connettività Bluetooth, che verrà abbinata ad un nuovo impianto audio dedicato e una radio, by OF, con Apple CarPlay. Infine, ultima menzione, la possibilità di collegamento con telefono anni ‘80.



 
 
 

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