Pirelli e Formula 1: una retrospettiva sulla storia del gommista in F1
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- Jul 9, 2024
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Chi conosce e apprezza la Formula 1 sa che gli pneumatici sono il vero ago della bilancia della prestazione sportiva. Mentre i piloti sono al centro della scena, le squadre si sfidano, domenica dopo domenica, per mettere in pista soluzioni tecniche sempre più innovative, spingendosi al limite della tecnica e spesso anche del regolamento. Eppure, dietro a ogni vittoria o sconfitta, la variabile pneumatici gioca sempre un ruolo determinante. Una media al posto di una dura, un'introduzione gentile di una mescola nel giro di lancio o un cattivo warm-up della gomma, possono avere effetti decisivi sull’esito di una qualifica o di una gara.
Oggi tutte le vetture di F1, comprese le categorie propedeutiche Formula 2 e 3, gareggiano su gomme Pirelli. La decisione della FIA di introdurre il regime monogomma risale al 2007, mentre dal 2011 Pirelli è il “Global Tyre Partner” del Campionato Mondiale. Per molti anni, tuttavia, produttori diversi sono stati presenti come fornitori a ogni Gran Premio. Nel corso della sua storia, la Formula 1 ha visto succedersi 10 fornitori di pneumatici, tra cui Goodyear, Dunlop, Firestone, Continental e Michelin. Di questi, anche la stessa Pirelli ha battagliato sulle piste di tutto il mondo negli anni '50 e durante gli anni '80, prima del suo ritorno come fornitore unico.

Un po’ di preistoria motoristica
Fondata a Milano nel 1872 per la produzione di articoli tecnici in caucciù vulcanizzato, la creatura di Giovanni Battista Pirelli si avvicinò per la prima volta al mondo delle corse su quattro ruote all’inizio del Novecento. Il debutto ufficiale avvenne nel 1905 con la partecipazione alla prima vera competizione: la “Susa-Moncenisio”, mentre la prima vittoria arrivò l'anno successivo alla “Settimana Automobilistica di San Remo”. Nel 1907, Luigi Barzini e il principe Scipione Borghese vinsero il celebre rally Parigi-Pechino su un'auto gommata Pirelli, segnando l'anno della fama. È proprio in seguito a quella memorabile impresa che nel 1908 nasce il marchio della P Lunga, ideato per distinguere l’azienda dai concorrenti e renderla inconfondibile al pubblico, in occasione del raid New York-Parigi.
Il 1913 è un anno memorabile. Felice Nazzaro, vincitore in Sicilia della leggendaria Targa Florio, attribuì agli pneumatici il merito di aver battuto il record precedente in un telegramma inviato a Giovanni Battista Pirelli. Ma le vittorie non finirono qui. Gli pneumatici Pirelli trionfarono nella “corsa di velocità” al Meeting de la Sarthe, al Grand Prix de France a Le Mans, al Meeting de Mont Ventoux e a Boulogne-sur-Mer nella Coupe de “L’Auto”.
A Monza, nel 1922, si disputò il primo Gran Premio dell’Automobil Club, vinto da Felice Nazzaro e Pietro Bordino al volante di due Fiat 804 equipaggiate con “Pirelli Superflex Cord”. Nel 1924 iniziò la collaborazione con Alfa Romeo, con la quale la casa milanese dominò i Gran Premi dell’epoca, equipaggiando l’Alfa P2 dei piloti Antonio Ascari e Giuseppe Campari. Gli anni Trenta furono dominati da Tazio Nuvolari, il quale passò dalle due alle quattro ruote nel 1925, partecipando su un’Alfa Romeo P2 al Gran Premio d’Italia. Grazie a Enzo Ferrari, fondatore della Scuderia che porta il proprio nome in Alfa, e agli pneumatici “Pirelli Stella Bianca”, Nuvolari vinse la mitica Mille Miglia nel 1930 e trionfò a Monza nel 1932.

Anni di successi nella F1 degli albori
Sin dagli albori della sua storia, il motorsport è stato scolpito nel DNA di Pirelli. Dopo aver fornito pneumatici in numerose competizioni, fu naturale che diventasse fornitore anche nel primo campionato mondiale di F1 nel 1950. In quell'anno, tra le vetture equipaggiate con i Pirelli Stelvio, spiccava la leggendaria Alfa-Romeo 158, con la quale Giuseppe Farina si laureò primo campione del mondo. Ma non solo: sconfiggendo la concorrenza di Englebert, Dunlop, Continental e Firestone, l’azienda milanese fu in grado di replicare il successo in altre cinque occasioni.
Il 1951 fu l’anno di Fangio su Alfa-Romeo 159 e del “Cinturato”, un brevetto Pirelli che rivoluzionò il settore e di cui Fangio fu testimonial a Monza nel 1965. Nel 1952, con i “Pirelli Stella Bianca”, Ascari e Ferrari si aggiudicarono il titolo. Questo periodo d’oro continuò nel campionato successivo quando Ascari vinse il suo secondo titolo consecutivo, sempre con Pirelli come fornitore di gomme. Con Farina, Fangio e Ascari sono quattro i Mondiali vinti di fila dagli pneumatici Pirelli. Nel 1954 fu ancora l’anno di Fangio, il quale correrà quella stagione prima con Maserati equipaggiata con le Pirelli e successivamente con la Mercedes gommata Continental.
Nel frattempo, la casa milanese cominciò a cogliere importanti successi anche su altri fronti: dalla Carrera Panamericana alle 1000 Miglia, dai Gran Premi alle prove di durata come la “24 Ore di Le Mans” del ’54, vinta dalla Ferrari con la 375 MM Plus affidata a Trintignant e Gonzalez, o il successo alla “12 Ore di Sebring” del ’57 di Behra e Fangio con la Maserati 450S. Nel 1957 si chiuse la parentesi di Pirelli in Formula 1, ma non senza aggiudicarsi un ultimo campionato del mondo, con Fangio alla guida di una Maserati.
Anni di ritorni e parentesi meno prestigiose
Gli anni '80, oltre a essere caratterizzati dall'effetto suolo e dai potenti motori turbo, videro anche il ritorno di Pirelli tra i fornitori di pneumatici del mondiale. Fu un periodo emozionante, ricco di colpi di scena e rivalità leggendarie, ma purtroppo Pirelli non riuscì a lasciare il segno come avrebbe desiderato.
Saranno soprattutto Michelin e Goodyear a spartirsi le vittorie, con il marchio americano dominatore incontrastato, anche grazie al ritiro di Michelin dal 1984 fino al 1997. Pirelli, in tutto questo, si limiterà a raccogliere le briciole, fornendo le coperture a team non sempre all’altezza dei risultati. Ma andiamo con ordine, perché, nonostante tutto, il produttore di pneumatici milanese si troverà ad essere associato a nomi e squadre iconiche.
Nel 1981, Pirelli annuncia il proprio ritorno in F1, debuttando in coppia con le Toleman TG 181 di Brian Henton e Derek Warwick, equipaggiate con le P7 radiali. Successivamente, nel corso delle prime due stagioni, altri team si affideranno al gommista milanese. Nessun nome di prima fascia, ma team del calibro di Arrows, Fittipaldi, Osella, Ensign e March. Questo primo periodo, utile per assestarsi e migliorare il prodotto, fu magro di risultati. Per il 1983, Pirelli siglò però un accordo per la fornitura di pneumatici da corsa con uno dei team più vincenti della storia della F1: la Lotus JPS di Elio De Angelis e Nigel Mansell. Tuttavia, quell’anno si rivelerà avaro di risultati per il team britannico. Infatti, orfana del patron Colin Chapman, morto in circostanze mai chiarite nel dicembre ‘82, la stagione si rivelò ben presto in salita, con la scuderia britannica impegnata a sviluppare ben due vetture diverse: la 92, ultima Lotus a montare il tradizionale motore Ford-Cosworth, e la 93T, con il nuovo motore Turbo della Renault. Sia il modello 92 che il modello 93T si rivelarono decisamente poco competitivi e inaffidabili, tanto da obbligare il team a sviluppare una terza monoposto: la 94T, con motore turbo Renault. Utilizzata da entrambi i piloti, la 94T cominciò a ottenere i primi discreti risultati: Mansell quarto a Silverstone e terzo a Brands Hatch, De Angelis quinto a Monza e in pole position a Brands Hatch.
Persa la collaborazione con Lotus, tornata su gommature Goodyear, anche il 1984 fu un anno senza sorprese per Pirelli. Da ricordare, più come curiosità che per i risultati, il debutto di di Ayrton Senna su Toleman, il quale correrà i primi quattro GP proprio con gomme Pirelli, centrando due sesti posti.
Il 24 settembre 1984 la Michelin, che riforniva McLaren, Renault, Brabham, Toleman e Ligier, annunciò la sua decisione di abbandonare il campionato di F1 al termine della stagione. La Brabham, già in alcuni test preliminari al Nürburgring, aveva utilizzato pneumatici Pirelli, con cui la scuderia britannica firmò poi un accordo triennale. Insieme al team inglese, anche Ligier e la neonata Minardi si accordarono con il fornitore italiano.
La stagione 1985 si rivelò molto più proficua delle precedenti, non solo per i podi di Ligier e Brabham, ma anche e soprattutto per la vittoria di Nelson Piquet al Gran Premio di Francia sul circuito di Le Castellet. Non solo fu per la scuderia britannica il trentacinquesimo e ultimo successo in una gara valida nel mondiale, ma fu anche la prima vittoria per una vettura gommata Pirelli dal Gran Premio d'Italia 1957 (Stirling Moss su Vanwall). La scia vittoriosa proseguì anche nella stagione successiva, quando in coppia con la Benetton-BMW, al debutto come costruttore, conquistò con Gerhard Berger il successo al GP del Messico. Da segnalare, sempre in quel 1986, due ottime pole position per Teo Fabi, sempre su Benetton.
Il secondo ritorno e l'addio
Al termine della stagione 1986, il marchio italiano annunciò l’intenzione di prendersi una pausa dal mondiale F1, consegnando di fatto il monopolio alla Goodyear. La pausa non fu troppo lunga, giusto in tempo per il ritorno ai motori aspirati nella stagione 1989. Tuttavia, quella stagione, come le successive due, si rivelarono davvero deludenti in termini di risultati. Infatti, mentre la casa americana forniva pneumatici a team di alto profilo come Benetton, Ferrari, McLaren e Williams, l'azienda italiana equipaggiava team ben più modesti come Brabham, Coloni, EuroBrun, Dallara-Scuderia Italia, Minardi, Osella e Zakspeed.
Il 1991 fu il canto del cigno di Pirelli in F1, con la coppia Benetton e Nelson Piquet capaci di regalare all’azienda milanese l’ultimo successo nel mondiale, sul circuito di Montréal. Dopo questa stagione, Pirelli decise di lasciare definitivamente la Formula 1, preferendo concentrare le sue energie su altri fronti. Si chiuse così la seconda epoca di Pirelli in F1, un decennio molto diverso dagli anni '50, caratterizzato da poche gioie e molti risultati deludenti. Diversa sarà invece l’epoca successiva, iniziata nel 2011 come fornitore unico, ma questa è un’altra storia, che magari in futuro avremo modo di trattare.























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