Phil Collins, il Concorde e il Super Pop
- Andrea Lacava

- Jun 23, 2023
- 3 min read
Live Aid, 13 luglio 1985: Phil Collins è protagonista di una storica doppia esibizione su due palchi - una a Londra e l'altra a Philadelphia - dall'altra parte dell'Oceano Atlantico. Ma come ha fatto l'artista britannico a suonare in questi due luoghi quasi "contemporaneamente"? Semplice, grazie al Concorde.

A metà degli anni 1980, sembrava che Phil avesse raggiunto ogni obbiettivo possibile. Come artista solista, oltreché membro dei Genesis, poteva vantare singoli di successo piazzati al numero uno di ogni classifica, tour mondiali sold-out e il suo terzo album solista "No Jacket Required", uscito nel gennaio del 1985, si rivelò un enorme successo, tale da imporlo come il maggior trionfo commerciale dell'artista. La musica di Collins era in tutto il mondo, ma lo sarebbe stata ancora di più il 13 luglio 1985 durante il Live Aid, portando il concetto di star globale ad un livello successivo.

Il Live Aid, organizzato da Bob Geldof e Midge Ure al fine di combattere la fame in Etiopia, è stato un evento memorabile per una generazione intera. Due concerti in contemporanea, uno al Wembley Stadium di Londra e l'altro John F. Kennedy Stadium di Philadelphia, tutto il mondo coinvolto, con fusi orari diversi, collegato grazie alla televisione (The Revolution Will Not Be Televised, dicevano). Con oltre un miliardo e mezzo di spettatori e 150 milioni di sterline raccolte, il Live Aid è stato un punto cardine per il mondo della musica, non solo per la quantità, ma per la qualità degli artisti coinvolti. Solo per cintarne alcuni: a Londra si esibirono i Queen, David Bowie, gli Who, Phil Collins, mentre a Philadelphia i Led Zeppelin, Eric Clapton, Carlos Santana e... ancora Phil Collins.
Da qui inizia la spiegazione. Terminata la sua esibizione a Wembley (anzi, finito di cantare con Sting), l'artista inglese saltò su un elicottero che lo portò all'aeroporto di Heathrow, dove si sarebbe imbarcato sul L'Aérospatiale-BAC Concorde, o più semplicemente Concorde: jet gioiello dell'ingegneria anglo-francese capace di raggiungere una velocità di crociera di oltre 2 Mach - due volte la velocità del suono - tale da permettere la trasvolata dell'Atlantico in poco più di tre ore. Lo stesso Phil Collins ricorda così quell'esperienza: “Non volevo passare per l’unico sbruffone che suonava a entrambi i concerti, e mi avevano assicurato che anche i Duran Duran avrebbero preso l’aereo per Philadelphia. Senonché, per qualche ragione, i Duran Duran si esibiscono solo in America. Insomma, da un momento all’altro l’atmosfera cambia completamente.”
Tale il clamore di quell'impresa che addirittura la BBC, a metà del volo, allestì un collegamento televisivo direttamente dall’aereo: «Eccoci in diretta con Phil Collins dalla cabina del Concorde! Come va, Phil?» «Tutto bene, siamo a metà strada…».
Dopo l'arrivo al JFK Airport di New York, e un successivo volo in elicottero verso Philadelphia, Phil si presentò sul palco per accompagnare Eric Clapton nell'esecuzione di "White Room". Terminata l'esibizione con l'amico/artista si esibì prima come solista, risuonando per il pubblico statunitense "In the Air Tonight" e "Against all Odds", per poi concludere la serata con i Led Zeppelin alla batteria.
Andava così in archivio quello che è stato, molto probabilmente, il più grande giorno nella storia della musica pop (super pop). Phil Collins dimostrò l'impossibile suonando in entrambi gli spettacoli grazie al Concorde, veicolo icona di quegli anni sfrenati. Di quella serata è memorabile, oltre ad alcune sbavature dello stesso Collins al pianoforte, la frase rivolta ad un pubblico televisivo di oltre 1 miliardo di spettatori sul palco di Philadelphia: "Che strano, oggi pomeriggio ero in Inghilterra! Il mondo è strano".

































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