Non ci sono più le pubblicità di una volta
- Andrea Lacava

- Feb 15, 2023
- 4 min read
Updated: Feb 16, 2023
Molto tempo prima di vedere una storia su Instagram di BMW, analizzare nel dettaglio una Mercedes su YouTube o guardare l''influencer "X" parlare della nuova Porsche "Y", le case automobilistiche si concentravano sulla creazione di pubblicità a stampa visivamente molto accattivanti. Prima degli smartphone - e senza far cadere questo articolo nella sezione "Okay Boomer" - i pubblicitari dovevano catturare l'attenzione dei potenziali clienti fornendo la giusta quantità di informazioni, in spazi talvolta risicati, all'interno di riviste e/o su cartelloni pubblicitari. A poche informazioni, spesso sotto forma di slogan o gioco di parole, era affidato il compito di comunicare un mondo valoriale, un pacchetto di emozioni, sensazioni, spiegando il perchè la scelta di quell'automobile avrebbe rappresentato il momento più significativo nella vita dell'acquirente.
Intendiamoci, i moderni reparti pubblicitari delle case automobilistiche continuano a fare un ottimo lavoro, ma in questo articolo si vuole assaporare un po' di nostalgia: lo stile grafico e il linguaggio comunicativo del passato hanno un sapore tutto loro, a tratti epico, a tratti comico, a tratti scanzonato. Più delle auto stesse, sono oggi testimonianza di un epoca ormai lontana, diversa, da ammirare oggi con un occhio sognante.
Nessuno è perfetto, nemmeno Porsche
Nel corso degli anni '80, la gara di durata più famosa del mondo, ovvero la 24 Ore di Le Mans, aveva un solo dominatore: Porsche. Forte di questa fama, un concessionario statunitense decise di vantarsi pubblicamente del dominio delle vetture di Stoccarda nell'edizione 1983. Già, nessuno è perfetto, ma forse in questo caso si sfiora il ridicolo: nove vetture nelle prime dieci posizioni.

Ho sognato solo te
Rimaniamo sempre in aerea Porsche, questa volta parliamo della 964. Il marchio tedesco spiazza il pubblico puntando su un messaggio tanto spregiudicato, quanto vero: "Hai veramente passato la tua giovinezza sognando un giorno di possedere una Nissan o una Mitsubishi?" Con tutto il rispetto per i marchi nipponici, ma il messaggio è brutalmente onesto.

Limoni e Maggiolini
Tutti conosciamo il Maggiolino e il suo enorme successo. Tuttavia, il compito di commercializzare l'iconico veicolo negli Stati Uniti, richiedeva una strategia capace di sfidare le pubblicità americane, focalizzate nel vendere enormi automobili per soddisfare le esigenze della famiglia americana media. L'agenzia incaricata, la DDB (Doyle Dane Bernbach), decise di impostare la propria comunicazione in modo molto originale: non avrebbe creato delle lunghe réclame al fine di esaltare le doni del maggiolino, ma degli slogan brevi e apparentemente scollegati con il contesto, lasciando piena libertà di interpretazione al potenziale acquirente. Così, una scritta come "Lemon", diventò l'invito per "Think small" : apprezza l'utilità e praticità di un mezzo compatto in antitesi con le enormi concorrenti statunitensi. Inoltre, il piccolo budget della casa di Wolfsburg consentiva solo annunci in bianco e nero, ma ciò permise di creare un look senza tempo ancora oggi riconoscibilissimo.

Un potente motore BMW per la McLaren
La McLaren F1 è sicuramente una delle più iconiche auto di tutti i tempi. La carrozzeria in fibra di carbonio, la posizione di guida centrale, il cofano motore rivestito con una lamina dorata e il record di velocità detenuto per ben 12 anni, ne fanno una delle auto più desiderate di sempre. Quindi, è facile immaginare che la BMW, essendo fornitrice del motore, abbia dovuto capitalizzare le incredibili prestazioni del F1. Così, dopo l'uscita della nuova E36 M3 nel 1993, quale modo migliore per mostrare l'innovazione del loro propulsore se non confrontando la potenza/litro della nuova M3 con la McLaren F1?

Trazione Quattro
Nei primi anni '80, grazie al suo innovativo sistema di trazione integrale, l'Audi Quattro era la regina indiscussa del mondo dei rally. Oggi, tutte le Audi più sportive sono dotate del famoso sistema di trazione integrale Quattro, ma in quegli anni poter vantare questo sistema era in grado di conferire un fascino indiscusso alle auto in concessionario. È il caso dell'Audi 80, ribattezzata per il mercato americano con il nome di 4000: come si vede nella pubblicità, il semplice confronto con il modello da corsa era sufficiente per trasmettere al potenziale acquirente quel senso di controllo e prestazioni caratteristico del modello corsaiolo.

Pirelli e l'arte
Per concludere, dobbiamo parlare di Pirelli e delle sue collaborazioni con Lamborghini, Ferrari e BMW.
Quando pensi a una supercar che urla gli anni '80, la prima cosa che ti verrà in mente sarà probabilmente l'esagerata Lamborghini Countach. Richiamandosi al frontale a cuneo, simile per forma ad un veicolo aeronautico, il manifesto Pirelli recitava: "certi voli della fantasia vengono eseguiti esclusivamente su Pirelli".

Oltre alla Countach, nelle camerette di ogni ragazzo era possibile trovare un'altra opera d'arte: la Ferrari F40. Modello celebrativo dei quarant'anni della casa del cavallino, Pirelli omaggia lo splendore di questo modello dotandola di quattro pneumatici all'altezza delle sue prestazioni.

Ultimo ma non meno importante è la pubblicità che vede protagonista la fantastica BMW E12 M5 . Contraddistinto da una resa grafica semplice e pulita, l'annuncio presenta su uno sfondo nero una M5 fluttuante. Al di sotto dell'auto troviamo una scritta che ne esplicita il significato: "Per farla volare, hanno installato nella nuova M5 un 6 cilindri, 24 valvole capace di raggiugere i 240 km/h. Per farla rimanere attaccata al suolo, le hanno montato delle Pirelli".

Dopo questa carrellata, qual è la vostra pubblicità preferita? Fatecelo sapere nei commenti! Vi invitiamo inoltre a consultare il nostro account instagram dove giornalmente postiamo contenuti interessanti, focalizzati sul mondo dell'automotive e non solo.

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