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I Rodger e Mzuri: Il Sahara

  • Writer: Andrea Lacava
    Andrea Lacava
  • Aug 20, 2024
  • 5 min read

Le storie. Siamo circondati da storie, ma alcune colpiscono l'immaginazione per la loro unicità, mentre altre catturano la curiosità e risvegliano in noi il desiderio di esplorare le vicende di coloro che le hanno vissute e documentate. Una di queste è quella che lega i coniugi George e Jinx Rodger alla loro Land Rover, in un lungo viaggio attraverso il deserto del Sahara.



Dopo aver già percorso il Sahara in due occasioni, documentando la regione durante la Seconda Guerra mondiale, il fotoreporter George Rodger, fondatore di Magnum Photos, sentiva dentro di sé il profondo desiderio di ritornare in Africa per fotografare la fauna selvatica. In un estratto del libro Africa Photographs, scriveva: "Questa idea è nata da un vero amore per l'Africa e dal desiderio, come fotografo, di lavorare un po' lontano dalle direttive della sede centrale in un paese che offre possibilità illimitate per la fotografia". Così, nel 1957, accompagnato dalla moglie Jinx, intraprese un viaggio che li avrebbe portati a percorrere oltre 6.000 chilometri in 90 giorni, attraversando il Marocco, zigzagando tra il massiccio roccioso dell'Hoggar e la pista del Tanezrouft. Ricordando quell’avventura in un’intervista per “Magnum”, Jinx Rodger disse: “Avevamo fatto viaggi simili, ma niente di così eccitante come questo. Il Sahara era ancora relativamente sconosciuto, non c'erano strade e abbiamo trovato la nostra con la bussola”.



Le fotografie che ne sarebbero derivate avrebbero offerto una rara visione dei paesaggi e degli abitanti di uno dei luoghi più remoti e inesplorati del mondo. Tuttavia, il Sahara, con il suo caldo estremo, richiedeva una preparazione meticolosa. George era quasi morto di sete durante la sua precedente traversata e, per questo motivo, aveva dedicato mesi a prepararsi per la nuova spedizione. Ad accompagnarli in questo viaggio, notte dopo notte, oasi dopo oasi, i coniugi scelsero l'unico veicolo capace di affrontare quelle terre impervie: una Land Rover 107 “passo lungo” targata VAC433, ribattezzata per l’occasione Mzuri, un termine swahili che significa “molto buono”.


Allestita per la spedizione trans-sahariana nella loro casa del Kent, in Inghilterra, la Land Rover venne equipaggiata di tutto punto. La coppia dotò Mzuri di pneumatici sovradimensionati, serbatoi di carburante supplementari, un tetto tropicale, aria condizionata, un letto pieghevole, una stufa, un bollitore e una radio a onde corte, essenziale per le comunicazioni a lunga distanza, specialmente in aree remote e isolate come quelle che stavano per attraversare. Decorata con la scritta “Magnum Photos Trans-Sahara Expedition” sulla portiera sinistra, la Land Rover divenne durante il viaggio una vera e propria casa lontano da casa, offrendo un senso di familiarità mentre esploravano terre sconosciute. "Dormivamo entrambi nella Land Rover, così non dovevamo mai cercare una locanda”, racconta Jinx. "Quando attraversavamo il Sahara, trovavamo un posto tranquillo, ci sistemavamo e ci sentivamo a casa".



Arrivati a Parigi nel gennaio del 1957, i Rodger dovettero lottare per tre settimane per ottenere i visti e i permessi necessari, un processo complicato dall’intensificarsi della guerra in Algeria. Molti veicoli in partenza da Algeri verso il sud venivano attaccati da bande armate, spingendo la coppia a scegliere di attraversare il Sahara passando dal Marocco. Dopo aver ottenuto il visto, George e Jinx partirono alla volta di Tangeri, dove giunsero nella prima settimana di febbraio.


Anche passando dal Marocco, però, si trovarono a viaggiare attraverso una delle zone più pericolose della regione. nell'ultima tappa del loro viaggio verso il Sahara, furono addirittura scortati da un convoglio militare composto da otto auto blindate e cinquanta soldati francesi armati. Giunti ai margini del deserto, abbandonarono la strada asfaltata, preferendo zigzagare tra le due principali vie: la pista Tanezrouft e quella dell'Hoggar, che dall'Atlante sahariano conducevano a sud attraverso il deserto algerino. Il pericolo era dietro ogni angolo, e avventurarsi fuori dalle piste comportava ulteriori rischi, come la sabbia soffice, le rocce e il fesh-fesh: una sabbia finissima e volatile, tipica del deserto, che creava spettacolari nuvole di polvere e rendeva l’aria irrespirabile.



La coppia spesso trascorreva fino a due settimane senza incontrare un altro veicolo e, di tanto in tanto, si imbattevano in persone rimaste ferme per giorni, in attesa di assistenza. Questi tratti desolati erano interrotti solo dalle soste nelle oasi: "La vita nel deserto si aggrappa alle oasi, sparse come una catena spezzata di smeraldi sulla sabbia dorata", ricorda Jinx. Ogni oasi che attraversavano era costituita da un insieme di edifici in fango, disposti lungo strade tortuose e strette, e ognuna aveva un carattere distinto. Anche ogni tratto del Sahara che percorrevano era unico, sia per il clima sia per l'aspetto. Oltrepassando Adrar, nella regione di Tuat, incontrarono la loro prima vera tempesta di sabbia: una raffica incessante che durò tre giorni. Sulla strada per Tamanrasset, la coppia andò alla ricerca dei Tuareg. Viaggiando tra gli accampamenti delle tribù, George e Jinx furono introdotti ai loro straordinari costumi e al loro stile di vita (un’esperienza che ricorda "L'Alchimista" di Paulo Coelho).


Fu solo alla fine del loro viaggio che si trovarono in grave pericolo. Durante il ritorno in Marocco, mentre erano nuovamente scortati dal convoglio militare che li aveva accompagnati all'andata, uno dei veicoli fu colpito da una mina antiuomo. Fortunatamente, sia i soldati che Mzuri uscirono illesi. Quest'ultima, fedele compagna di viaggio, mantenne sempre la coppia al sicuro, anche nei momenti più critici. Così, dopo essersi fatti strada attraverso colline ribollenti di ribelli, la coppia finalmente tornò a Tangeri e da lì fece rientro in Inghilterra.



Questo viaggio si rivelò l'ultima grande avventura per la coppia. Al loro ritorno in Inghilterra, i figli divennero presto una parte centrale della loro vita, e Mzuri, dopo aver superato con successo le sfide del deserto africano, fu venduta perché non più adatta al nuovo stile di vita dei Rodger. Per molti anni, le tracce della Land Rover utilizzata dalla coppia si persero, fino a quando, nel 2016, fu riscoperta da David e Janelle D'Arcy, specialisti nel restauro di Land Rover, in un fienile abbandonato.


Pur consapevoli di aver trovato un modello raro, non si aspettavano di imbattersi in un'auto iconica. "Non potevamo crederci!" racconta Janelle. "Le persone da cui l'abbiamo acquistata pensavano che potesse essere stata utilizzata in qualche film ambientato in Africa, quindi, una volta tornati a casa, abbiamo cercato su Google. Abbiamo inserito la targa VAC 433, e subito un mare di informazioni ha inondato lo schermo. Ci siamo sentiti profondamente privilegiati nell'essere i nuovi custodi di un veicolo così straordinario, con una storia così ricca.” Mzuri è un pezzo di storia e testimone silenzioso delle avventure dei Rodger. Come un membro della famiglia, Mzuri è stata protagonista di molti scatti indimenticabili che catturarono la bellezza e la durezza di quel viaggio epico attraverso il Sahara.



Fonti e approfondimenti:

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