Alfa-Romeo Giulia SWB Zagato
- Andrea Lacava

- Dec 21, 2022
- 2 min read
Zagato e Alfa-Romeo, un binomio da celebrare. Nasce da questa volontà, l’ambizione di Zagato di creare un modello unico - nel gergo una one-off - per festeggiare i 100 anni di collaborazione tra la carrozzeria milanese e il marchio del biscione. Nel 1921, infatti, era iniziata la collaborazione tra le due aziende che aveva portato alla creazione della TIPO G1. I piani erano quelli di realizzare una coupé due porte, a passo corto, in fibra di carbonio e con il motore 6 cilindri della più estrema versione della Giulia, la GTAm.

Partendo dal desiderio di un appassionato tedesco di modificare una delle Giulia Quadrifoglio della sua collezione, Zagato ha colto l’occasione per festeggiare i 100 anni di collaborazione con Alfa Romeo, realizzando l’Alfa-Romeo Giulia SWB Zagato, dove SWB sta per le parole inglesi short wheel base.

Per prima cosa il passo accorciato. La base di partenza di questo progetto è stata la ben nota piattaforma Giorgio della Giulia, che su questa versione personalizzata, ha visto accorciarsi il proprio interasse di 12 cm, con 14 cm in meno di sbalzo al posteriore. Questo lavoro ha permesso a Zagato di ottenere una lunghezza complessiva di 440 cm, contro i quasi 465 cm della vettura di partenza. Le carreggiate sono rimaste quelle della GTAm, già allargate rispetto alla quadrifoglio originale, così come il 2.9 V6 biturbo, da 540 CV.
La carrozzeria, ovviamente in fibra di carbonio, è tutta nuova e presenta la tipica forma a “coda tronca” ispirata alle Zagato SZ degli anni ‘60 e ‘90.
I fanali posteriori sono caratterizzati da un sottile elemento luminoso che segue le linee sinuose della coda e che ricordano quelli della Maserati 3200 GT. il colore scelto per la carrozzeria, poi, non è il classico rosso ma un magnifico verde ripreso dalla tinta usata sulle varie Giulia Quadrifoglio, ma rivista da Zagato nella tonalità.
All’interno dell’abitacolo c’è posto solo per due persone. Anche in questo caso troviamo molta fibra di carbonio, mentre l’assoluto protagonista è il cambio manuale, capace di conferire alla one-off quel tocco di esclusività in più.
Un progetto che entusiasma, che piace e che piacerà anche nel futuro. A questo proposito rimane un certo rammarico, almeno in chi scrive, sapendo che la Giulia SWB rimarrà un pezzo unico. Un esercizio di stile buono per collezionisti e che un giorno troverà posto in un museo, ma che comunica, oggi, un grande senso di tristezza, generato dalla consapevolezza che mamma Alfa non ha avuto - e probabilmente non avrà mai - il coraggio di proporre una variante coupé della sua Giulia. Intendiamoci, Zagato non ha colpe, ma il grande merito di aver realizzato quello che Alfa-Romeo avrebbe dovuto fare fin dal 2016. Forse, l'ennesima occasione persa.















































Comments